valentina Witman

Aree di competenza

  • Fashion Law
  • IP Rights
  • Sostenibilità per l’impresa
  • Start Up innovative
  • Diritto bancario
  • Diritto del Lavoro

Ho sempre pensato di voler essere un Avvocato. Una consapevolezza precoce, che credo tragga origine dalle mie letture: Rousseau, Robespierre ed i suoi scritti Giacobini. Ma anche Honorè de Balzac e la sua Comédie Humaine.

Balzac mi ha anche introdotto ad un esercizio intellettuale fondamentale: l’attenzione ai fatti, anche quelli apparentemente insignificanti, che tanta rilevanza invece possono assumere nella vita di ogni individuo. Nonché, all’attenzione per quei dettagli che dell’individuo tratteggiano identità, carattere e stile.

 

Mi sono laureata nel 2005, con una tesi volta ad indagare in chiave critica e riformatrice, genesi e sviluppo del rapporto tra Moda e Diritto: ne è scaturita una passione, e la consapevolezza di voler essere un Avvocato della Moda, per la Moda.

A Milano ho svolto la pratica forense. Un percorso lungo ed intenso, accompagnato da un iter di formazione multidisciplinare: se nel primo biennio affrontavo il diritto del lavoro e le mie prime controversie in questo settore, in parallelo approfondivo il diritto industriale e della proprietà intellettuale, conseguendo un master di II° livello in materia. Sono poi passata a lavorare presso studi che negli IP rights, nell’information technology e nella contrattualistica di settore avessero il proprio focus strategico.

Ho privilegiato sempre studi di piccole dimensioni, ma dall’alto profilo specialistico, che mi consentissero di acquisire competenze ed expertise a stretto e quotidiano confronto con il cliente. Un’attitudine che ho ulteriormente sviluppato negli anni di esperienza come professionista autonomo ed indipendente.

Ho fortemente creduto nell’utilità di una formazione non solo giuridica: presso il Centro Studi per la Moda e la Produzione Culturale dell’Università Cattolica di Milano (Modacult) ho conseguito il master in marketing e comunicazione per le industrie culturali.

 

Negli ultimi anni mi sono occupata di fashion law ad ampio spettro, per lo più in via stragiudiziale e con un focus peculiare sulla contrattualistica e sulla disciplina di nuove attività del sistema moda (come ad esempio l’influencer marketing). Per tre anni sono stata legal advisor di una start- up innovativa attiva nel fashion system. 

  

Perché scelgo Freebly?

 

Per la sua capacità di disegnare il futuro della professione legale: coniugando un modello organizzativo assolutamente innovativo con antichi saperi e valori radicati, che (ri)mettono al centro della vita e della professione l’individuo, la sua storia, le sue ambizioni. Nella convinzione che fare sistema sia l’asset strategico fondamentale, da declinarsi tanto nel rapporto di colleganza, quanto nel rapporto con la clientela, all’insegna della conoscenza reciproca, della vicinanza e della personalizzazione. Per una via reale ed effettiva alla sostenibilità, nel lavoro e nei rapporti con le persone.